La frase “finché non lo provi non puoi capire” è una delle poche certezze che abbiamo nella vita.

E’ passato da poco un anno dal mio intervento di mastectomia, un anno fatto di incertezze, di terapie invalidanti e difficili, ma è passato e forse inizio a credere di riuscire a guardare al futuro.
Sensazione strana questa… non possiamo mai sapere cosa ci accadrà domani ma finché non si prova qualcosa di “forte”, così io definisco la mia malattia non si ha idea di come questa condizionerà il nostro modo di vedere le cose, di come cambierà il nostro pensiero sul futuro.

Sono qui ed inizio a stare ogni giorno un po’ meglio, e questa è una grande cosa per me e per tutti coloro che mi sono vicini quotidianamente.
In questo mio percorso ho conosciuto molte persone alcune delle quali non sono più fra noi… mi sono sempre confrontata con chi nel percorso era più avanti di me, quasi a voler capire cosa mi aspettava, ma non funziona così!
Nessuno lo può sapere e le variabili sono troppe perché una storia sia uguale ad un’altra.

Mi sono avvicinata ad una realtà che non avevo mai vissuto da vicino, quella del “periodo finale” dove si ha bisogno di cure palliative.

Cosa sono le cure palliative?

Sono gli interventi terapeutici e assistenziali verso le persone la cui malattia di base, caratterizzata da una rapida evoluzione non risponde più alle specifiche cure.

Le cure palliative non sono solo mediche, devono essere  anche psicologiche, per il malato ma soprattutto per chi gli sta vicino. Stare vicino a chi ha una malattia terminale è molto difficile a livello emotivo, non si ha idea di cosa fare, non si sa come comportarsi, non si sa cosa dire e ci si sente impotente con grandissimi sensi di colpa.

Durante i tanti confronti con chi come me si era trovato a combattere contro un male che a volte non dà speranze, sono venuta a conoscenza che a Roma, il giusto supporto lo presta Antea una onlus nata a fine degli anni ‘80 per dare assistenza ai pazienti in fase avanzata della malattia, offrono le necessarie cure palliative, oltre all’assistenza medica ed infermieristica, danno il supporto psicologico, riabilitativo sociale e legale cercando di garantire la migliore qualità della vita al paziente e alla sua famiglia.

hospice antea

Antea si fonda su tre principi semplici ma di cuore e sono esattamente tutto quel che penso anche io:

  • Antea sostiene che ottenere le cure palliative sia un diritto inviolabile di ogni persona.
  • Le persone che soffrono non devono mai sentirsi abbandonate e pensare di aver perso la dignità.
  • Antea regala sorrisi e crede che i pazienti abbiano tutti qualcosa di unico da condividere.

Di riflessioni sulla possibilità di essere assistiti, sui diritti del malato se trovano ovunque ma a far la differenza sono i fatti, e Antea li fa! Hanno scelto di dedicare il loro tempo a chi di tempo non ne ha più, di donare un ultimo periodo dignitoso senza farli sentire soli e abbandonati, dando supporto anche alle famiglie. E’ un servizio gratuito al quale non ci sono limitazioni di accesso e un modo per sostenere il loro lavoro e la struttura dove ospitano i pazienti è quella di donare il 5×1000 indicando il loro codice fiscale: 97055570580.

Io lo farò perché mai come quest’anno mi sono avvicinata al difficile mondo dei malati, e solo adesso posso “capire davvero” quanto siano importanti le cure palliative.

Buzzoole

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