Non sono mai stata brava ad affrontare le mie paure. Ritrovarmi a scoprire un dotto ostruito durante l’allattamento al seno destro ed avere il coraggio di non ignorarlo non è stato semplice, ma ci sono riuscita.

E’ solo una prova, va compresa e superata, al meglio che posso. Quando sono in difficoltà mi rifugio nell’ironia. Le cose meno belle me le dico da sola prima che siano gli altri a farlo. Così molti desistono o si accodano e si riesce a riderne assieme.

Dopo la mastectomia al seno destro non ho voluto perder tempo a consolarmi, vedevo i sorrisi sparire dalla mia famiglia e non aveva senso buttare via quelle giornate nella tristezza. Tutto è andato bene, mi avevano detto, ed ero certa che fosse la verità.

Così è stato, ma le lunghe giornate di convalescenza, costretta nei movimenti, nella loro assenza, le braccia inutili rischiavano di farmi impazzire.

Perdere improvvisamente l’indipendenza è stata una doccia fredda. Mi avevano avvisata, ma non ne ho avuto consapevolezza fino a che non mi ci sono trovata.

Con i bambini ho dato vita a tutti i giochi che mi sono venuti in mente, rigorosamente verbali.
Mamma non vi prepara la merenda, per fortuna papà ha quelle due belle braccia forti e riesce ad aprire le scatole dei dolcetti.
Erano più buone le torte di mamma?
Grazie piccoli, un bacione grosso, domani vi insegno a prepararle.
Un sorriso, una lacrima ingoiata e la risata dei miei cuccioli che riscalda il cuore.

Mostrare la cicatrice è stato un altro passaggio difficile. Inventare la storia che quella parte era tanto stanca, come la mamma adesso, ed è andata a riposare in un luogo tranquillo, poi ritorna.
Nel frattempo anche io mi riposo, vedi mammina non può aprire i barattoli, non può prendervi in braccio, non può venire al parco a giocare con voi, ma quando avrà riposato abbastanza vi stritolerà come mai.
(I bambini hanno mille risorse per stupirci sempre…Sara mi dice che ho le tette come Barbie, e io non potevo ricevere complimento più bello!)

Attenti alla mamma d’acciaio e tanti saluti alla mamma formaggino!

E ancora risate e tanti baci.

Nei sogni lasciavo sfogare le paure.
Nella casa di ferro, nella quale porte, finestre, scale, lavatrici e frigoriferi si erano coalizzati contro di me, io vagavo angosciata, con le braccia incatenate strette al corpo.
Impossibile ogni movimento, difficile quasi respirare. Ero alla ricerca della chiave, qualcuno l’aveva nascosta, ma era in casa, da qualche parte, si trattava solo di riuscire a scovarla.

E alla fine è arrivata, la chiave dorata, che mi ha liberata da quasi tutti i fantasmi.
Ho ripreso poco per volta sempre più mobilità delle braccia, sono tornata a dipingere, i bimbi mangiano le mie torte, chiedo perdono ma non ho voluto insegnare proprio tutti i trucchi al loro papà, la casa è nuovamente in ordine, non ho quasi più bisogno di aiuto.

Ma quando sovrappensiero cerco di aprire un portone pesante utilizzando il braccio destro ancora si lamenta, manca, non riesce, devo aprire con l’altro braccio o appoggiarmi con la schiena.

Ma nonostante tutto questo mi considero una donna fortunata.

La disabilità, che sia momentanea o progressiva, è devastante… ho capito sulla mia pelle l’importanza di abbattere ogni tipo di barriera architettonica, anche in ambiente domestico.

La libertà non ha prezzo e la qualità della vita le è direttamente proporzionale.

Di certe cose si parla sempre poco, ed eccomi a raccontare di come per mesi dovessi uscire di casa sempre con qualcuno perché la porta del mio ascensore è  pesantissima da tirare con le mani e io non potevo.

Ho odiato l’ascensore di casa mia con ogni cellula del mio corpo… mi sentivo in trappola davvero.

Certo avrei potuto scendere o salire a piedi ma con le braccia immobili avevo perso il senso di equilibrio e se fossi mai caduta dalle scale avrei fatto molti danni in più.

Ecco perché quando si è parlato della sua sostituzione durante una riunione condominiale ho subito accettato chiedendo però di rivolgersi a dei professionisti che potessero installarne una senza più barriere architettoniche.

Tra i molti preventivi richiesti è stata votata dalla maggioranza la Ditta Sil.ma Ascensori di Torino che con la loro competenza, frutto di esperienza ventennale ci ha convinto per:

  • La qualità dei materiali
  • Servizio di assistenza completo e costante attivo 24 ore su 24.
  • Ottimo rapporto qualità prezzo. 

Queste sono solo le caratteristiche principali, sul loro sito (che ho guardato bene prima di decidere se dare a loro o meno il mio voto) si capisce molto meglio come lavorano, e il fatto che avrebbero preso in considerazione ogni nostra richiesta come fossero dei sarti per cucirci il vestito perfetto, ha fatto sicuramente pendere l’ago della bilancia a loro favore.

Avere un’ascensore nuovo non può che rendermi felice, anche se adesso riesco a muovermi meglio, quella pesantissima porta mi mette ancora in difficoltà, e mi lascia la brutta sensazione di invalidità addosso.
Non vedo l’ora montino quello nuovo Sil.ma senza più barriere architettoniche tra me e la mia indipendenza e libertà. Sarà anche più piacevole uscire con il passeggino e i bambini.Buzzoole

Commenti

commenta