L’eczema neonato, uno dei più comuni disturbi dermatologici che si manifestano nei primi mesi di vita, insorge quando la delicatissima pelle del bambino è sottoposta a varie stimolazioni fisiche e chimiche.

Che cos’é l’eczema neonato

Quando il neonato mostra una tipica eruzione cutanea, caratterizzata da arrossamento, formazione di piccole croste, insorgenza di desquamazione della pelle e prurito, probabilmente si tratta di una patologia nota come eczema del neonato.

In alcuni casi possono comparire anche vescicole rotondeggianti oppure allungate, ripiene di liquido sieroso trasparente, che mostrano la tendenza a rompersi, lasciando croste superficiali.

Si tratta di un’infiammazione dell’epidermide che può colpire le persone a ogni età, ma che ha un’incidenza piuttosto alta nelle prime settimane di vita, quando il sistema immunitario del bebé non funziona ancora perfettamente, rendendolo più vulnerabile.

Le zone maggiormente colpite sono il volto (fronte e gote), il cuoio capelluto e, nel caso di eczema da pannolino, anche le natiche.

Qualunque sia la sede delle manifestazioni, il bambino avverte un fastidioso prurito, di solito associato ad arrossamento della pelle, che diventa molto più calda del normale, provocando un malessere generalizzato.

Esistono varie tipologie di questo disturbo, che sono:
• eczema atopico;
• eczema da contatto;
• eczema da intolleranze alimentari.

Eczema atopico

Non è infettivo né contagioso, anche se molto fastidioso: si tratta dell’eczema atopico del neonato, una malattia benigna che si manifesta nei primi mesi di vita.

Può avere una componente genetica, ma più spesso dipende da fattori esterni e tende a manifestarsi con due differenti modalità, dato che la pelle può presentarsi secca e desquamata, oppure umida e grassa.

Secondo alcune attendibili stime sembra che questo disturbo colpisca oltre il 30% dei bambini, con l’insorgenza progressiva di:

• lesioni essudanti (umide)
• lesioni eritematose (arrossate)
• lesioni xerotiche (disidratate)

Di solito il bambino è colpito da tutti i sintomi contemporaneamente e tende a mostrare una loro intensificazione nel corso del tempo.

Il segnale discriminante dell’eczema atopico è sempre il prurito, intenso e costante, che a volte insorge anche prima delle lesioni e che pertanto deve essere considerato un vero e proprio campanello d’allarme.

È necessario distinguere tra dermatite atopica e seborroica del neonato, meglio conosciuta col nome di crosta lattea, provocata da un’alterazione funzionale delle ghiandole sebacee.

Il sebo è una sostanza grassa che svolge un’importante funzione protettiva cutanea, ma che, quando è presente in quantità eccessive (iperproduzione), può causare l’insorgenza di arrossamento e desquamazione.

Queste squame di solito confluiscono in voluminose croste, da cui deriva la sua denominazione.

A differenza delle forme eczematose, che sono molto pruriginose, la dermatite seborroica non provoca prurito, è quindi ben tollerata dal lattante e tende a risolversi entro il primo anno di vita.

Eczema da contatto

Può essere allergico oppure irritativo, ma in ogni caso l’eczema da contatto del neonato dipende da un processo infiammatorio della pelle provocato da un agente irritativo o meccanico esterno.

Come conseguenza insorgono rossore, edema e vescicole con un intenso prurito, che tende ad aumentare sfregando le parti interessate.

Le parti del corpo maggiormente soggette a tali manifestazioni sono il viso, le gambe, gli avambracci, il collo e il cuoio capelluto, anche in assenza di capelli.

Un tipico caso di eczema da contatto è quello da pannolino, provocato sia dallo sfregamento con materiali che possono risultare inadatti alla delicata epidermide del lattante, sia dalla presenza di feci e urina.

Eczema da intolleranze alimentari

L’eczema nel neonato dipende molto spesso da intolleranza al latte, quando la sua nutrizione è di tipo artificiale, in quanto il latte materno non provoca reazioni avverse.

Può succedere che la mucosa intestinale del bambino, che non è ancora del tutto formata e potrebbe essere carente di cellule mucipare (che sintetizzano il muco protettivo), venga iper-stimolata dall’introduzione dell’alimento nella fase dell’autosvezzamento, reagendo con l’insorgenza di disturbi cutanei tipici di alcune intolleranze alimentari.

Se infatti essa è troppo permeabile, i nutrienti non vengono digeriti del tutto e la loro assimilazione si verifica troppo velocemente.

Il sistema immunitario reagisce quindi in maniera eccessiva (e indesiderata), producendo immunoglobuline responsabili delle manifestazioni irritative alla pelle.

La localizzazione di questo disturbo è simile a quelle precedenti, dato che interessa il volto, la fronte, il collo, le braccia e le gambe, con in più la zona addominale.

Anche se di solito si presenta soltanto occasionalmente, è sempre consigliabile non trascurare questo disturbo perché tende a cronicizzarsi.

Quali sono le cause

L’eczema neonatale può avere varie cause, dipendenti sempre dal contatto con un allergene, e che possono essere di natura genetica oppure ambientale.

I fattori genetici

Sono collegati al corredo cromosomico del bambino, che di solito mostra una famigliarità piuttosto significativa: succede spesso che anche fratelli, sorelle o anche i genitori abbiano sofferto di questo disturbo.

Non è stata ancora definita con certezza la correlazione tra l’eczema del neonato e la componente ereditaria, ma le evidenze confermano un legame.

I fattori ambientali

Sono numerosi, e precisamente:
– sostanze irritanti,
contenute in prodotti cosmetici come saponi, detergenti, shampoo, lozioni e altro;
– acari della polvere,
presenti nel materassino o nel guanciale del bambino;
– agenti climatici,
(troppo freddo che causa desquamazione oppure troppo caldo che provoca eccessiva sudorazione);
– contatto con tessuti sintetici e allergizzanti;
– intolleranze alimentari;
– contatto con il pannolino;
– contatto prolungato con feci o urina.

Secondo alcuni pediatri, alcune forme di eczema potrebbero essere provocate anche dallo stress, dato che è stata ipotizzata una componente psicosomatica di questo disturbo.

Quali sono i sintomi

Anche se le manifestazioni non sono completamente univoche e possono cambiare nei vari neonati, soprattutto a causa delle differenti risposte immunitarie, esistono alcuni segni tipici dell’eczema neonatale, che sono:
– arrossamento;
– ipertermia (pelle calda);
– prurito;
– dolore (non sempre presente);
– disidratazione (pelle secca);
– dermatite squamosa;
– dermatite umida;
– comparsa di vescicole;
– lesioni crostose;
– gonfiore;
– episodi febbrili;
– disappetenza;
– malessere generalizzato;
– nervosismo e irrequietezza;
– pianto.

Il quadro sintomatologico può essere differente e può presentare tutti i segnali sopra esposti, oppure soltanto alcuni.

In alcuni casi il problema si attenua spontaneamente e tende a risolversi senza nessun intervento, per poi magari ripresentarsi ciclicamente.

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Trattandosi di una malattia benigna, il suo decorso è sempre positivo e, anche se fastidiosa, non deve mai preoccupare le mamme.

Eczema neonato: le parti del corpo interessate

La localizzazione dell’eczema neonatale varia a seconda dell’età del bambino e dell’intensità dei sintomi; in ogni caso si è notato che alcune parti del corpo sono sempre interessate.

• Le pieghe cutanee delle gambe, ad esempio, rappresentano una sede d’elezione dell’eczema, che si sviluppa meglio in presenza di umidità (tipica della sovrapposizione delle pliche cutanee) e di calore.

Gomiti e ginocchia sono aree in cui le manifestazioni sono evidenti.

• Le natiche sono coinvolte quando la causa è il contatto con il pannolino.

• In caso di eczema da intolleranze alimentari, la sede più colpita è il viso, soprattutto fronte e gote e spesso anche il cuoio capelluto.

• Se i fattori climatici sono i principali responsabili, l’arrossamento si sviluppa sul volto.

Come curare l’eczema del neonato

come curare eczema neonati

Gli obiettivi principali per curare l’eczema neonatale sono due: da un lato eliminare i fastidiosi sintomi e d’altro lato identificare la causa che li ha prodotti.

Gli approcci più efficaci devono essere di tipo multifattoriale, con un coinvolgimento globale dei fattori scatenanti, sia reali che ipotizzabili.

Tenendo conto che questo disturbo può derivare da numerose cause, è importante agire in maniera sinergica, senza ignorare nessun aspetto.

Igiene personale

Un aspetto da curare con estrema attenzione riguarda l’impiego di prodotti detergenti, che devono essere naturali, preferibilmente a pH neutro o leggermente alcalino (mai acido), privi di profumazione e di qualsiasi componente chimico di sintesi.

Durante il bagno o la doccia è importante che la temperatura dell’acqua non sia troppo calda cerca di mantenerla tra i 34 e i 36 gradi.

Al termine dell’igiene quotidiana fai attenzione ad asciugare delicatamente il neonato, tamponando senza strofinare. Successivamente spalma la crema o latte emolliente.

Tieni le unghie del neonato sempre molto corte, eviterai che si graffi quando si gratterà per via del fastidioso prurito.

Alimentazione

Quando il prurito è particolarmente intenso, è bene limitare gli alimenti ricchi di sostanze irritanti come istamina e tiramina, i quali peggioreranno la situazione.

In commercio esistono prodotti alimentari formulati appositamente per neonati allergici, affetti da immunodeficienza oppure con un apparato digerente non ancora perfettamente funzionante.

In simili situazioni è opportuno orientarsi verso latti speciali, realizzati con bilanciati mix di nutrienti, che devono essere calibrati con particolare attenzione.

Abbigliamento e tessuti

È sempre una buona regola quella di utilizzare tessuti naturali a contatto con la pelle del neonato, che è particolarmente delicata e sensibile, dato che il film idro-lipidico protettivo spesso non è del tutto sviluppato.

Bisogna inoltre considerare che il lattante rimante quasi sempre steso, e quindi la superficie di contatto con il materassino è molto ampia.
Per evitare eczemi da sfregamento è necessario rivestire la sua cute con cotone, che è il materiale meglio tollerato in assoluto.

Per questo motivo è consigliabile utilizzare indumenti intimi in cotone, che funzionano come una barriera protettiva nei confronti dei vestitini, che dovrebbero comunque essere in spugna, felpa o filati privi di componenti sintetiche.

Anche la biancheria della culla/carrozzina deve essere prodotta con fibre naturali, sempre per eliminare il rischio di allergie da contatto.

Ambiente

Per garantire il benessere del neonato è necessario fare in modo che l’ambiente in cui vive sia sano e salubre: a questo scopo è utile servirsi di apparecchi aspiranti forniti di speciali filtri, in grado di eliminare sporcizia e polveri sottili, che costituiscono il principale substrato di proliferazione per germi patogeni (come virus, batteri e spore fungine), oltre che allergeni.

Evitando queste potenziali cause di allergie ambientali, si diminuisce moltissimo la probabilità che il neonato possa sviluppare forme eczematose.

Terme

Un corretto approccio terapeutico per curare l’eczema neonatale in maniera naturale e senza ricorrere all’impiego di farmaci è quello delle cure termali.

L’acqua termale infatti è dotata di proprietà emollienti, lenitive e antinfiammatorie, in grado di attenuare il prurito e di potenziare la produzione del film idro-lipidico protettivo della pelle.

Inoltre queste terapie, che migliorano l’idratazione cutanea ed eliminano l’arrossamento, non presentano controindicazioni.

I bambini che si sottopongono a trattamenti del genere traggono vantaggi anche dal punto di vista psicologico, in quanto il contatto con l’acqua mostra un effetto rilassante e calmante.

Eczema neonato: creme emollienti e lenitive

Per lenire il prurito provocato dall’eczema neonatale è possibile servirsi di alcuni prodotti formulati specificamente.

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Nonostante sia un problema fastidioso e spesso intollerabile, l’eczema neonatale è un disturbo benigno e, se trattato con prodotti adeguati, rapidamente risolvibile.

Rinnovo il consiglio come per altri articoli sui rimedi naturali, di rivolgerti sempre al tuo pediatra di fiducia.

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