Quando si è genitore di un bimbo di due o tre anni, ( a volte anche quattro o cinque ) affrontare i terribili capricci dei bambini, ed uscirne vivi, è senza dubbio la sfida più ardua.
Non vorresti assecondare tutti i suoi capricci, vorresti iniziare a dare dei limiti ma, non è facile farsi capire… non lo è mai con i figli e, a quest’ età ancor di più.
Se sei troppo accondiscendente non va bene, se sei troppo dura, idem.

Sentirsi “sbagliati”,in questi casi, è facile.
Pensi se quel capriccio sia il frutto di una tua mancanza, di un tuo sbaglio e, soprattutto, cerchi di capire a cosa siano dovuti e cosa si nasconda,effettivamente,dietro.

Perché dietro un capriccio c’è sempre un motivo!

COSA SONO I CAPRICCI?

I capricci, sono pretese insistenti, il più delle volte, inutili. Generalmente, durano pochi minuti.
Ma nel senso più profondo, implicito, con un capriccio un bimbo potrebbe voler dire mille cose.
A tre anni può far le bizze non perché sia cattivo o dispettoso ma perché è l’unico modo per “imporre” il suo pensiero, i suoi sentimenti.
Potrebbe voler dire…”mamma ho bisogno di coccole“, “papà, gioca ancora con me“, “mi sento solo“.

Spesso, sono una semplice richiesta d’attenzioni. Attenzioni che, noi adulti, fra lavoro – casa – famiglia, talvolta trascuriamo.

Ma può anche essere il segnale di un malessere fisico, di una semplice stanchezza che fa diventare il bimbo nervoso,pretestuoso.

È un’ età in cui, per loro, è impossibile gestire emozioni, rabbia, tristezza.

Non riuscendo a controllare tutto ciò e, vedendo che le cose non vanno esattamente come vorrebbero, esplodono nei capricci che, in quel momento sembreranno di vitale importanza.

COME CI SENTIAMO DIFRONTE I CAPRICCI DEI BAMBINI.

come ti senti quando tuo figlio fa i capricci

I capricci si insinuano nella giornata come un fulmine a ciel sereno, beh è un’impresa tenerli a bada!

Nonostante i trentatremila manuali che hai letto ogni volta è una tragedia.

Sai di essere brava-a tratti insuperabile- nella teoria, un po’ meno nella pratica.

Se dovessi rispondere come mi sento difronte ai suoi capricci, direi: “impotente”.

Soprattutto se i capricci sfociano poi, in scenate e crisi isteriche in pubblico, ecco,lì vorresti solo sprofondare, ti senti gli occhi addosso di tutti i presenti, ti senti giudicata eh, passi pure essere giudicati come persona ma come genitore no, quello fa troppo male.

Con l’esperienza e solo con tanta esperienza, impari, che i sensi di colpa non ti portano da nessuna parte (anzi peggiorano la situazione) che, i capricci sono una fase “fisiologica” della crescita del tuo bambino. Infatti, chi è genitore capirà ( e se non capisce non è colpa tua!) è un passaggio che non puoi saltare, è d’obbligo!!!
A chi si appresta a diventarlo, beh, dico: preparatevi ‘psicologicamente’ i primi tre anni, sotto questo punto di vista, sono “terribili”, ma in compenso ci saranno tanti dolcissimi bacini e, infiniti momenti di tenerezza. I bimbi sanno sempre dirti la frase giusta al momento giusto, la frase che ti farà sciogliere d’amore!

COME CERCARE DI CALMARE I CAPRICCI?

A quest età il “braccio di ferro” coi figli è inutile.

Parliamo di bambini piccoli, troppo piccoli, per cercare di “imporre” le nostre decisioni.

Sicuramente per quanto difficile possa essere è bene porre dei paletti, gradualmente.

Imparare a dire un “NO” fermo, quando necessità, è già tanto!

Ma come possiamo calmare il bimbo in “fase acuta di capricci”?!?

Col tempo impari che l’unico modo per stemperare la situazione è “ascoltare“, captare il segnale che il bimbo sta lanciando.
Ho notato, ad esempio, che mia figlia quando sa di non essere al centro dell’attenzione, (perché i grandi parlano di cose loro) inizia ad urlare, buttare in aria i giochi le prime volte mi arrabbiavo poi ho capito che non era la strada giusta, lei aveva bisogno di essere ascoltata e rassicurata così adesso quando capita, la prendo in braccio le dò un bacino promettendole che, dopo aver finito di parlare col papà, giocherò con lei.

Sara si tranquillizza e, l’antipatico capriccio Taaac, per questa volta è stato scongiurato.

Ricordo altri episodi di capricci, quando ripresi a lavorare e, anche lì, l’arma vincente fu “parlare” con amore e serenità, farle capire che mamma si sarebbe assentata qualche ora ma poi sarebbe tornata, e avremmo passato insieme facendo cose belle il pomeriggio o la serata.

Per Teo è la Televisione a rappresentare un grande problema.
Starebbe ore e ore lì, come ipnotizzato, a guardare i suoi cartoni e, ogni volta devo inventare nuovi giochini per distrarlo.

A tre anni per mia fortuna la loro voglia di imparare cose nuove è sorprendente!
Oggi ad esempio, dopo 20 minuti di Rai YOYO , ho provato a spegnere la Tv beh, vi lascio immaginare le urla, e i pianti.
Senza dar troppo peso al suo sfogo ho preso due bottiglie vuote, un po’ di pasta e ho iniziato a fare davanti al lui il “giochino del travaso”.

Risultato??

Ha subito smesso di disperarsi guardandomi incuriosito e pochi minuti dopo ha voluto provare anche lui, si è divertito tanto, ha fatto un gioco che ha sviluppato le sue capacità ed io sono riuscita ad allontanarlo per quel pomeriggio “dall’insidiosa” Tv, limitando le urla strazianti !!!

Ovviamente, in tema di capricci, non può mancare… l’asilo!
Diciamolo pure. I capricci, la mattina, sono all’ordine del giorno (mi preoccuperei se non ci fossero!), la scusa preferita.. “ho male alle gambe”!

Ma basta fare il “giochino dell’abbraccio”, ricordare loro che ad attenderli c’è la maestra che tanto gli vuole bene ed ecco che pochino alla volta riesco a prepararli e lasciarli all’asilo col sorriso.
Ecco. Anche piccoli giochini solo vostri,frutto di quella complicità, empatia che solo tra una mamma e figlio esiste, possono aiutare tanto.
Certamente è bene evitare di alzare la voce e arrabbiarsi ulteriormente.

 

LE 3 REGOLE PER NON IMPAZZIRE E RIDURRE AL MINIMO I CAPRICCI

  1. AVERE EMPATIA
    Riconoscere il loro carattere, rispettare il più possibile i loro gusti e i loro tempi, evitargli se non è davvero necessario momenti di stress.
  2. NON FARE MURO CONTRO MURO
    Se non riesci ad evitare che parta il capriccio cerca almeno di non fare muro, ma di distogliere il pensiero negativo del bambino con un’alternativa a lui irresistibile.
  3. FALLO SENTIRE COMPRESO
    Cerca di farlo sempre sentire compreso, anche durante il capriccio più difficile, prima si deve calmare e solo dopo sarà in grado di ascoltarti. Non spiegare mai qualcosa durante la crisi, calmalo abbraccialo, contienilo forte se lo vorrà o lascialo sfogare da solo se ti manda via.

 

Quando prima dicevo di aver letto trentatremila manuali sui bambini, non era una battuta, ahimè!

 

Ultimo.. :”Le 7 idiozie sul crescere i bambini” libro a mio parere, interessantissimo, che ti consiglio.

Vengono sfatati vari miti, pregiudizi culturali che non fanno altro che ‘ostacolare’ una crescita serena del bambino.
Primo fra tutti,il sonno..”un bimbo che non dorme solo crescerà viziato”.. quale mamma non si è sentita dire questa frase??
Io, centinaia di volte(.. e non esagero!) ma dentro di me sapevo che era una convinzione sbagliata.
Dormire insieme era un “nostro bisogno”.
Penso che, il co-sleeping, sia bellissimo e “rassicurante” per il bambino. Quando li guardo dormire nel lettone non vedevo dei bimbi viziati ma.. sereni e felice.
Tornando al libro,sostanzialmente,si invita il lettore a riflettere.
Mettersi in discussione, perché in un rapporto genitore-figlio non può esistere un “modus operandi” che vada bene per tutti. 

Ogni figlio ha una sua sensibilità, un suo mondo ed è li che un bravo genitore deve applicarsi, capire come entrare in quel mondo, deve trovare quel modo unico per interagire con il proprio figlio.

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Anche questa giornata è volata, anche oggi sono sfinita dai loro capricci, li osservo mentre dormono, penso che anche se adesso sono dei piccoli birbanti, cresceranno e io, invece, sarò la loro mamma per tutta la vita e quando arriverà il momento (perché arriverà anche quella fase,inesorabilmente!) in cui preferiranno stare con i loro amici anziché con mamma e papà , beh lì, probabilmente, avrò nostalgia di tutti i loro capricci che ora a tratti sembrano insostenibili.

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