L’allattamento al seno è una fase molto importante nella crescita e nello sviluppo del tuo bambino. Allattare il proprio bambino, come sostenuto dal SIN (Società Italiana di Neonatologia), porta benefici non indifferenti al neonato. Infatti, il latte materno è la migliore alimentazione possibile per un neonato.

Prima di diventare mamma, per realizzare il mio desiderio (e istinto naturale) di allattare al seno, avrei voluto sapere tante cose, avrei voluto avere esempi a cui ispirarmi, avrei voluto meno giudizi e più appoggio.

… immagina la scoperta di un nuovo sistema di alimentazione in grado di fornire al neonato un cibo nutriente e buono, contemporaneamente in grado di proteggere il neonato dalle malattie, dalle infezioni e di rafforzarne il legame con la madre. Il prodotto sarebbe disponibile ovunque, nella quantità richiesta, e non richiederebbe confezionamento, conservazione o preparazione alcuna… Chissà quanto guadagnerebbe l’inventore di un prodotto simile! 
(Fonte IBFAN)

 

I benefici dell’allattamento al seno

Gli effetti benefici dell’allattamento al seno sono molteplici: riduce il rischio di infezioni gastrointestinali e respiratorie, previene l’asma, le otiti e comporta un minor rischio nel neonato di sviluppare obesità o malattie collegate come malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete rispetto ad un neonato alimentato con latte artificiale.
Oltre a portare benefici al neonato l’allattamento al seno porta anche vantaggi alla mamma, infatti, le mamme che allattano hanno minori perdite ematiche e riescono a perdere peso più velocemente. L’allattamento riduce anche il rischio di tumore al seno del 4% per ogni anno di allattamento. (I numeri parlano chiaro… ma non sottovalutare mai la prevenzione!)

Per questi benefici la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l’allattamento almeno per i primi sei mesi di vita del neonato.

Come hai potuto vedere l’allattamento è dunque il miglior metodo per alimentare il proprio bambino nei primi mesi dopo la sua nascita, ma come funziona un corretto allattamento?
In questo articolo ho raccolto tutti i dubbi e le risposte che ho trovato per avviare a far funzionare al meglio il mio allattamento al seno.

 

Il colostro e le sue proprietà

Il colostro, conosciuto come primo latte materno è un liquido giallognolo e anche se ne sgorga poco è sufficiente per nutrire il piccolo. E’ particolarmente ricco di proteine e sali minerali e contiene meno zuccheri e grassi, in modo da essere più digeribile per il neonato.

NON pensare di avere subito il latte… e NON ti preoccupare, il neonato non morirà di fame!
Fin dalle prime ore e per i primi giorni si nutrirà del tuo colostro.

Prima attacchi al seno tuo figlio e meglio è!

L’ideale sarebbe entro due ore dalla nascita, perché in quel momento l’istinto di suzione è altissimo e fondamentale che il bambino riceva il colostro.
Questo liquido è perfetto per i primi giorni di vita del bambino, fornisce anticorpi che aiutano a sviluppare il sistema immunitario, andando a rafforzare le pareti del intestino in modo da proteggerle da eventuali germi e virus.

 

La montata lattea quando arriva?

Non c’è un tempo uguale per tutte, in genere arriva a distanza di 3-5 giorni dal parto ma anche più tardi in alcuni casi.
A distanza di tre o quattro giorni il colostro cambia aspetto diventando più chiaro, grasso e cremoso. Questo latte viene definito latte di transazione.

Serve ad abituare i bimbo al latte materno (o maturo) che si sta formando nel seno della madre. (Generalmente tra il 10° e il 20° giorno in poi)
Questa fase viene appunto definita montata lattea.

Durante questo periodo i seni diventano turgidi, congestionati, caldi e molte volte possono essere dolenti.
La madre può anche avere un aumento della propria temperatura corporea.

Durante questa fase il seno della madre è in grado di produrre molto latte anche in dose superiore a quello che è il fabbisogno del bambino. Questo è dato dallo svilupparsi di un ormone detto anche prolattina, che garantisce una maggiore produzione di latte materno nel seno della mamma.
Le dimensioni del seno non incidono sulla quantità di latte prodotto infatti anche le donne con un seno più piccolo (io non avevo una seconda piena) sono in grado di produrre la quantità di latte sufficiente per il proprio neonato.

 

Come prevenire le ragadi

Le ragadi si formano introno al capezzolo e non sono altro che lesioni e screpolature della pelle, che portano ad una sensazione fastidiosa e di dolore durante la poppata.

Le ragadi sono molte volte le principali cause di abbandono prematuro dell’allattamento.

La formazione delle ragadi di norma è dovuta ha una scorretta posizione di attacco al seno da parte del neonato.
Per poter evitare la formazione di ragadi è dunque bene modificare la posizione di poppata.
La zona infiammata non va trattata con disinfettanti che rischiano di irritare e seccare ancora di più la pelle è consigliabile infatti spalmare qualche goccia di latte materno che ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti ed evitarne l’uso per alcuni giorni, sostituendolo con il tiralatte o la spremitura manuale.

 

Se il dolore persiste è sempre consigliabile di rivolgersi ad un esperto per avere consigli più mirati alla guarigione.

 

Come pulire il capezzolo durante l’allattamento al seno

La pulizia esterna del capezzolo è molto importante. Per pulire il seno però non è necessario pulire la pelle tra una poppata e l’altra. Questo perché è bene che il seno mantenga in suo odore naturale importantissimo per il bebè. Per la pulizia è sufficiente la pulizia quotidiana della doccia o del bagno. Evitare di pulire il capezzolo con sapone o disinfettanti che potrebbero danneggiare la pelle e anche essere dannosi per il neonato. Lavarsi con un sapone di Marsiglia naturale è ottimale, io dopo la doccia (quando riuscivo a farla…) cercavo di alleviare il fastidio ai capezzoli con la crema alla lanolina.
Ma il vero toccasana sono stati i paracapezzoli in argento ricevuti in regalo dall’ostetrica, niente come indossarli riusciva ad alleviare la sensazione di dolore al capezzolo.

Durante il periodo di allattamento è consigliabile per le mamme di utilizzare reggiseni contenitivi e non costrittivi per evitare l’infiammazione della mammella. Dopo averne provati diversi ho trovato ottimo il reggiseno per allattamento Medela.

 

Le 3 posizioni per allattare al seno

Le posizioni adottate durante l’allattamento sono molto importanti. Infatti una scorretta posizione potrebbe portare ad avere ragadi molto fastidiose sul seno della madre.
Quali sono dunque le posizioni da assumere durante l’allattamento? La cosa importante è che la madre durante la poppata scelga una posizione nella quale si senta comoda.
Puoi metterti seduta sul letto o su una poltrona, ed eventualmente sollevare un po’ le gambe ponendovi un sostegno per facilitare il flusso del latte.
E’ anche possibile allattare stando sdraiati sul fianco, sia per evitare il contatto del bimbo sulla pancia dato che la mare potrebbe portare ancora i punti in caso di parto cesareo, ma soprattutto è un modo molto utile per non doversi svegliare la notte e poter rimanere nel letto senza il bisogno di alzarsi.
Ogni posizione è valida per l’allattamento, la cosa importante è che la mamma si senta comoda e abbia la schiena ben sostenuta.
Non esistono posizioni corrette o scorrete durante la fase di allattamento, ti elenco le 3 posizioni per una corretta poppata:

 

1. Posizione a culla

allattamento posizione a culla

questa posizione è sicuramente la più utilizzata, perché può essere praticata ovunque. Inizialmente non sarà molto semplice per le mamma alle prime armi ma con un po’ di pratica è sicuramente la più efficace.
La posizione prevede che il bambino si trovi con la punta del proprio naso al livello del tuo capezzolo.
In questo modo il bambino dovrà ripiegare leggermente la testa all’indietro in modo da facilitare la poppata e la respirazione allo stesso tempo.
Con un braccio tieni il bambino in questa posizione facendolo come sdraiare sul fianco, sostenendogli la parte lombare con la mano e facendo così poggiare la testa del bebè sul tuo avambraccio, mentre con la mano libera orienta il capezzolo nella direzione della bocca del neonato.

Attenzione, non spingere troppo la testa del bambino, perché potresti spingere il suo viso troppo contro il tuo seno e non riuscirai a vederlo bene e gli renderai difficoltosa la respirazione.

 

 

2. Posizione a rugby

allattamento nella posizione a rugby

 

questa posizione chiamata anche presa sotto- braccio è una posizione consigliata in quanto permette alla madre di avere un buon controllo della testa del bambino.
Devi sostenere la schiena del neonato con l’avambraccio e far poggiare la base della testa sulla tua mano aperta. (esattamente come fanno i giocatori di rugby)
Per questa posizione ti servirà uno o più cuscini fermi su cui appoggiare il braccio che sostiene il bambino, ricordati che sai quando inizia la poppata ma non quando finisce, non fare mai l’errore di iniziare in una posizione scomoda.

 

3. Posizione sdraiata di lato

allattamento posizione sdraiata

come detto in precedenza questa posizione ti potrà risultare molto utile e comoda da utilizzare durante la notte.
La posizione è molto semplice infatti basta distendere il bebè pancia a pancia con te mantenendolo più in basso rispetto al tuo seno (mantieni sempre come riferimento il naso del bambino che deve toccare il capezzolo).
Sostieni la schiena del neonato con la mano o con un asciugamano, in questo modo il bambino sarà in grado di sollevarsi e raggiungere il seno per la poppata. Una cosa importante naturalmente è quella di utilizzare il seno del verso nel quale sei stesa (ad esempi se sei stesa sul lato destro utilizza il seno destro che è quello che poggia al materasso).

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Ogni quanto tempo devo allattare?

E’ la domanda che mi facevo più spesso, una volta, si consigliava alle madri di lasciar trascorre almeno due ore e mezza tra una poppata e l’altra.
Consiglio utile solo, ma non sempre, in caso di allattamento artificiale.

Per le mamme che allattano al seno non vi alcun limite di tempo ma è il neonato a dare il segnale di quando è giunta l’ora della poppata.
Dunque ogni qualvolta il bambino ne richiede, la madre può tranquillamente dargli il latte materno, in quanto è facilmente digeribile e può benissimo bastare una mezz’ora affinché il bimbo digerisca.

Solamente nella prima fase detta anche fase di “rodaggio”, è meglio non far passare troppo tempo tra una poppata e l’altra. Infatti se il bambino dovesse dormire per più di quattro ore consecutive è bene svegliarlo per fargli fare una poppata. (Mi ha anche sgridata l’ostetrica per questo errore, durante la prima settimana di vita del neonato mi ha detto di non far passare più di due ore).

Una cosa importante: non confrontare mai il tuo neonato con altri perché ogni bimbo è fatto a suo modo, e solo il suo corpo è in grado di capire quando è il momento giusto della poppata.
Possiamo dunque dire che la durata della poppata dipende solo ed esclusivamente dalle esigenze del bebè.

 

Quanto tempo dura una poppata

A questa domanda non ci sono studi scientifici da poter evidenziare ma solo la mia esperienza personale e quella di altre mamme.
E ognuna risponderà in modo diverso, perché ogni bimbo è diverso e perché ogni volta che allatterai sarà diverso.

quanto tempo dura una poppata

Teo a volte stava oltre un’ora attaccato e a volte gli erano sufficienti pochi minuti.
Devi sempre ricordarti che l’allattamento al seno non è semplice nutrimento, è anche bisogno di coccole e spesso si addormenterà felice appena dopo essersi attaccato.

 

Come staccare il neonato dal seno

Pensavo fosse facile, invece quando si attaccano se provi a sfilarli si stringono così forte fino a farti mancare il fiato.
Se vuoi staccare il neonato dal seno, devi mettere il dito mignolo all’angolo della sua bocca, solo così riuscirai a farla delicatamente aprire evitando che tiri facendoti male.

 

Cosa mangiare durante l’allattamento al seno

Ci sono molte dicerie riguardo a cosa mangiare in periodo di allattamento. Bisogna innanzitutto dire che non esistono alimenti che permettono di produrre più latte rispetto ad altri. L’importante durante questo periodo è quello di bere molto liquidi, infatti è consigliabile di bere almeno un litro al giorno, e di conseguenza anche di mangiare alimenti contenenti tanta acqua come frutta e verdura. Non è importante mangiare per due, infatti è sufficiente mantenere porzioni uguali a quelle consumate normalmente.

L’unica cosa che mi era stata sconsigliata è sicuramente l’alcool.
Ti ricordo anche di fare attenzione ai farmaci che dovrai prendere, e per qualsiasi dubbio chiama il Mario Negri.

 

A chi rivolgersi per avviare un buon allattamento

consulente allattamento al seno

Se non sei sicura delle procedure dell’allattamento, se hai timore di non aver abbastanza latte, se pensi che non cresca abbastanza allora prima di decidere di passare al latte artificiale è bene consultare un esperto che ti possa indirizzare al meglio per avviare l’allattamento e spiegare in modo chiaro come procedure durante le fasi del processo e capire fino a quando continuare con l’allattamento al seno.
Io per Sara, anche se poi non ero riuscita a proseguire oltre il 3 mese, mi ero rivolta alla Leche League avevo contattato la consulente più vicina a me e avevo fatto alcuni incontri.
Se sei di Torino, puoi contattare la mia cara amica, una dolcissima consulente perinatale.

 

Cosa fare se il seno fa male

Dopo le ragadi, una causa del dolore al seno è l’ingorgo, vediamo insieme quali sono le cause più comuni di un ingorgo:

  • il mancato allattamento a richiesta, quando, per esempio, la neo mamma abbia provato a distanziare le poppate allungando le pause tra un pasto e l’altro o offrendo al bebè un sostituto del seno come ciuccio, acqua, tisane.
  • allattare spesso dallo stesso seno.
  • un reggiseno troppo stretto.
  • l’inizio dello svezzamento o aumentare le ore di sono può essere causa di ingorghi. Producendo più latte di quanto richiesto, il seno può ingorgarsi. La mamma potrà allora drenarlo con la spremitura manuale o con il tiralatte, ma stando attenta a estrarre solo il latte necessario per attenuare il gonfiore, per evitare di stimolarne ulteriormente la produzione.

Ingorgo mammario, rimedi fai da te: il metodo della bottiglia

In caso di ingorgo, per aiutare il piccolo ad attaccarsi si suggerisce di “svuotare” un po’ il seno, massaggiando e spremendo il latte con le mani o con un tiralatte.
Se la mamma non riesce in questi due modi, può provare anche il metodo della bottiglia: si utilizza una bottiglia di conserva da 700 ml (di quelle con l’imboccatura molto larga): si svuota, si lava e si immerge in acqua bollente per alcuni minuti.
Poi si tira fuori dall’acqua (facendo attenzione a non scottarsi!), si svuota completamente, si fa raffreddare solo il bordo sotto il getto dell’acqua fredda e si appoggia l’imboccatura della bottiglia al seno (prima da una parte e poi dall’altra).
In pochi minuti, per effetto del calore, il latte dovrebbe cominciare a defluire spontaneamente, allentando così la tensione mammaria.

 

Cose da non dire ad una mamma che allatta

Una mamma durante il periodo di allattamento è sottoposta a uno stress non indifferente, infatti la produzione del latte materno è un processo che porta gli ormoni nel corpo delle donne che allattano ad essere molto stimolati e di conseguenza ad avere conseguenze sull’umore delle mamme. E’ dunque bene cercare sempre di mantenere un clima di tranquillità cercando di non portare stress all’interno della vita quotidiana di una mamma in fase di allattamento.

Ogni commento che non sia di incoraggiamento o di sostegno andrebbe evitato.
Ci saranno dispensatori di pillole sull’allattamento come nemmeno puoi immaginare, diranno mille cose e quasi tutte avranno il potere di farti innervosire, ma credo che nulla sia peggio che sentirsi dire (spesso da professionisti del settore) “il tuo latte ormai è acqua” “il tuo latte non è abbastanza nutriente” “il tuo latte non basta” “ma allatti ancora?“.

 

Le mie conclusioni per un buon allattamento al seno

Come hai potuto vedere le regole per poter avviare ed avere un buon allattamento sono molteplici. Riassumendo possiamo dire, che bisogna tenere conto (essere cioè consapevoli) di come e quando allattare il proprio bimbo, ma è anche importante che la mamma sia in grado di mantenere un’alimentazione corretta, che sia supportata dalla famiglia e che riesca il più possibile a riposare e stare serena.

Non scorderò mai il consiglio della mia ostetrica, Teo, venuto al mondo da pochi giorni e non cresceva. Esattamente come era successo per l’allattamento mai riuscito di Sara, mi stavo demoralizzando ed ero pronta ad abbandonare il mio grande desiderio di allattare al seno mio figlio.
Mi disse :

“Se vuoi davvero allattare, prova ancora a seguire i miei consigli:

siediti comoda con il tuo bel cuscino d’allattamento
possibilmente al buio e se vorrai una musica rilassante di sottofondo
butta via l’orologio segui solo i tempi di Teo
e poi dopo averlo attaccato al seno
immagina di essere vicino ad una cascata di latte
visualizza il latte che sgorga copioso dal tuo seno
tu sei la cascata di latte.

Provaci e credici”

Non posso negare di essere rimasta perplessa, ma alla fine non avevo nulla da perdere ma tutto da guadagnare visto che desideravo solo allattare naturalmente Teo, ci ho provato, ho seguito alla lettera il suo consiglio e…
… il giorno dopo Teo aveva preso l’intero peso che avrebbe dovuto prendere quella settimana.
Che sia stata una coincidenza mi era venuto il dubbio, ma continuando a seguire i consigli di Virginia, Teo continuava a crescere e io a sentirmi meglio e felice per essere riuscita ad avviare l’allattamento.

Spero che questi consigli ti siano stati d’aiuto, perché questa guida non è l’ennesimo post sulle mamme di serie A e le mamme di serie B, ma un articolo per tutte le mamme che come me desideravano tanto allattare ma che hanno trovato grossi problemi, per le mamme che con qualche buon consiglio in più riescono ad avviare un allattamento che sembra agli occhi di molti impossibile.
Insomma se riesco ad aiutare anche solo una neo-mamma sarò molto felice, perché non c’è niente di più bello di essere mamma che aiuta altre mamme!

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