Dopo l’allattamento, che avvenga al seno o artificialmente vi è il proverbiale dilemma su come far fare il ruttino al neonato: un momento importante, che spesso però non è così facile da portare a termine. I neonati sono infatti tutti diversi tra loro e, per questo, per ognuno di essi si potrebbero rivelare vincenti strategie e tecniche differenti per portare l’aria contenuta nello stomaco a venire fuori. All’interno di questa guida parleremo di 3 diverse tecniche per far fare il ruttino al neonato, spiegando nel dettaglio come praticarle e tutti i piccoli trucchi che potranno esservi utili nell’accudire il vostro bambino dopo la poppata.

Ruttino dei neonati: perchè è utile

Durante la suzione, sia che la poppata sia effettuata al seno o al biberon, il neonato tende ad ingerire una piccola quantità di aria: questo fenomeno è alla base della comparsa delle coliche gassose, poichè il piccolo stomaco del neonato non è in grado di gestire una quantità d’aria così elevata, e soprattutto, il bimbo non riuscirà autonomamente a buttarla fuori. Ciò che ne consegue è il passaggio diretto d’aria dallo stomaco all’intestino, dove fungerà da ostacolo per la corretta escursione delle feci, generando dei dolori trafittivi a livello dell’addome del bambino, che per questo apparirà nervoso ed irrequieto.

La presenza di aria va inoltre ad ostacolare la digestione, inibendo il corretto assorbimento delle sostanze nutritive che il neonato assume attraverso il latte materno. Per questo, fargli fare il ruttino dopo il pasto può aiutarlo non solo a ridurre gli episodi di coliche, ma anche a migliorare l’intero processo digestivo, facendo in modo che i nutrienti passino correttamente il lume intestinale e vengano assorbiti efficientemente all’interno del circolo ematico.

Come capire se il neonato deve fare il ruttino

Temi di non essere in grado di capire se il bambino ha effettivamente bisogno di fare il ruttino? In realtà è molto semplice. Basterà osservare con attenzione tuo figlio: se dopo qualche minuto dal pasto apparirà tranquillo o addirittura si addormenterà, significa che è sereno, e non ha bisogno del ruttino; se al contrario sembrerà nervoso o tenderà ad inarcare la schiena, allora molto probabilmente avvertirà disagio, e dovrà essere aiutato ad espellere l’aria.

Come terza ipotesi potrebbe anche capitare che il bambino si addormenti dopo la poppata, ma che inizi a lamentarsi dopo qualche minuto: anche in questo caso, la ragione può essere il ruttino.

Come far fare il ruttino al neonato

Esistono tanti modi per far fare il ruttino al proprio bambino. Tuttavia, prima di spiegarvi nel dettaglio come eseguire queste tecniche, è bene sottolineare che il bambino molto probabilmente non farà il ruttino dopo ogni poppata, anche se seguirete diligentemente tutte le istruzioni.

Il motivo alla base di questo è molto semplice: il neonato avrà l’esigenza di fare il ruttino solo quando ingerirà aria insieme al pasto. In caso contrario, non vi sarà aria da espellere e quindi niente ruttino.

Ruttino sulla spalla

Sulla spalla è sicuramente il modo più classico per far fare il ruttino ad un bebè. Basta prendere in braccio il bambino e posizionarlo con la pancia verso la tua, con il viso che si affaccia oltre la tua spalla, è consigliato l’utilizzo di telini di morbida mussola per evitare arrossamenti da contatto.

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Stai ben attenta a tenergli la testa con una mano, con l’altra dare dei piccoli colpetti sulla schiena, muovendo il palmo della mano dal basso verso l’alto per favorire la risalita dell’aria verso l’esofago.

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Questo metodo è quello più sicuro per i neonati che tendono a rigurgitare spesso o soffrono di reflusso gastro-esofageo: questo perchè dopo il pasto il bambino continuerà a tenere una posizione diritta e non verrà piegato in avanti.
Infatti, prima che il neonato butti fuori l’aria, la probabilità che possa rigurgitare è maggiore: il suo piccolo stomaco infatti non riesce a contenere sia il latte che l’aria, e quindi tende a buttare fuori il suo contenuto liquido con più facilità.

Ruttino seduto

Se poggiando il bambino sulla spalla il ruttino non dovesse comparire, puoi cambiare la posizione mettendolo seduto sulle tue gambe, con il busto leggermente rivolto in avanti tenendolo con una mano delicatamente sotto il mento.

A questo punto picchiettare delicatamente sulla schiena sempre attraverso movimenti che vanno dal basso verso l’alto.

ruttino del neonato seduto sulle ginocchia

Nel momento in cui il bambino dovesse rigurgitare spesso in questa posizione, è bene provare nuovamente a fargli fare il ruttino sulla spalla, in modo da tenerlo il più dritto possibile.
È bene ricordare che, se il bambino non fa il ruttino ma semplicemente rigurgita e poi sembra calmarsi, probabilmente il suo disagio consisteva semplicemente nell’essere troppo pieno, e non nella presenza di aria nel suo tratto digerente.

Se invece il bimbo continua ad apparire nervoso o irrequieto anche dopo il rigurgito, è bene continuare a provare a fargli fare il ruttino, assicurandosi di stimolarlo nel modo giusto e di aver provato tutte le possibili posizioni.

Ruttino sdraiato

Si tratta di uno dei metodi più antichi per far fare il ruttino al neonato. Esso consiste nel mettere le ginocchia unite e poggiare il bambino su di esse, a pancia in giù, facendo ben attenzione a tenergli la testa, in modo che non risulti più bassa rispetto al corpo. A questo punto, tenendo le gambe ferme, dare dei piccoli colpetti tra le scapole del bambino, aspettando che compaia il ruttino.

Se il neonato non dovesse fare il ruttino per oltre 10 minuti, continuare è inutile: probabilmente non ne aveva bisogno, e il suo disagio è un altro.
Questa tecnica per il ruttino è indubbiamente sconsigliata ai bambini che soffrono di reflusso o che tendono a rigurgitare molto spesso: infatti, mettendo il neonato a pancia in giù, il suo stomaco potrebbe premere contro le gambe, facilitando la fuoriuscita di cibo e la comparsa del rigurgito: così facendo il bimbo diventerebbe ancora più nervoso, e il momento del ruttino potrebbe trasformarsi in un vero incubo giornaliero.

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