Tra i 18 mesi e i due anni il tuo bambino senza preavviso si trasformerà dal piccolo paffuto angioletto al più oppositivo e ingestibile bambino mai visto, ma cosa succede?
Cara mamma stanno iniziando i terrible two (ma anche three e four).

Ti sentirai impotente, non avrai abbastanza pazienza, e ogni cosa che penserai di fare, sfocerà in un testa a testa dove sentirai sempre dire NO NO NO e NO.

Cosa sono i terrible two?

Sono una fase fiosiologica dei bambini, un periodo che può durare da qualche mese fino al massimo di 1 anno.

Una fase delicata dove il bambino cambia ed inizia a manifestare crisi di pianto, fa molti capricci e dice sempre di no.

E’ una fase di crescita ed evoluzione molto importante, praticamente il bambino inizia il proprio percorso verso l’autonomia.

E’ il periodo dove il bambino inizia a dire “IO”, si riconosce allo specchio, inizia a percepire la sua unità corporea, inizia a sentirsi una persona separata dalla mamma e dal papà.

E’ una “palestra” in cui il bambino si allena per imparare a gestire la frustrazione e a controllare la rabbia.

In questa fase di affermazione, il bersaglio preferito dei bambini è la mamma, con lei hanno più confidenza, con lei si sentono più liberi di esprimersi ed è proprio da lei che dipendono maggiormente e dalla quale hanno paura di confondersi.
(Per cui cara mamma, respira… calma e pensa che tutte le sue obiezioni sono solo il richiamo verso l’autonomia)

 

Un diverso punto di vista dei terrible two

Da quando sono mamma, ho sempre cercato di immedesimarmi nei bambini, di capire cosa volessero, di interpretare atteggiamenti e crisi, a prima vista impossibili e senza senso.

Per sopravvivere ai terribili due anni e ai capricci quotidiani, ho adottato il consiglio della psicoterapeuta Cristina Magnapane che invita noi adulti a chiamare questa fase “i meravigliosi due anni” ricordando che il NO è una bellissima affermazione, è distinzione, è identità, è “io sono io e non te”.

Non sto dicendo sia facile, ma se ti fermi a interpretare gli atteggiamenti dei bambini di due anni in quest’ottica, allora questi due anni non possono che diventare un periodo positivo.

Ricorda che stai mettendo le basi per l’adulto che sarà domani!

Un libro che mi ha illuminata su come capire meglio il punto di vista dei miei figli è stato Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini, stra-consigliato.

Come sopravvivere ai terrible two

come sopravvivere ai terrible tow

  • Pochi No ma senza deroghe

Amare un figlio e renderlo un buon adulto non vuol dire fargli fare tutto quello che vuole, ma insegnargli i limiti.

I no, dovranno essere scelti con cura, dovranno essere giusti, e non derogabili soprattutto quelli che riguardano la sicurezza dei bambini, come la sicurezza stradale, l’utilizzo dei coltelli, l’affacciarsi ai balconi.

Dire No è tutto un equilibrio tra gentilezza e fermezza. Non cambiare mai idea sui limiti che hai imposto, non far si che prenda il sopravvento la stanchezza, trasformando un NO in un SI.

Ti servirà pazienza e autorevolezza, devi imparare ad essere autorevole ai suoi occhi e non autoritaria, fai capire il perché dei tuoi NO e accogli con abbracci la sua frustrazione quando tenterà di oltrepassare il limite.

  • Calma e tempo

Non considerare gli atteggiamenti oppositivi del bambino come una sfida personale, ma considerali come un primo tentativo di comprendere come funziona il mondo.
Noi genitori dobbiamo essere abbastanza forti per sostenerli e supportarli durante gli sbalzi d’umore, ed essere bravissimi a prevedere ed evitare quelle situazioni che sappiamo “scatenare” crisi di pianto e arrabbiature.

I miei figli non amavano andare nei ristoranti, non riuscivano ad accettare i miei tempi quando si doveva uscire al mattino, non amavano troppa confusione. Ho sempre cercato di trovare la giusta mediazione tra le nostre esigenze, ho evitato il più possibile i luoghi che sapevo non amavano e allungavo i tempi per la preparazione delle nostre uscite, ovviamente non è sempre possibile, ma noterai tu stessa come cambia il loro atteggiamento, niente più opposizioni ma collaborazione.

Urlare e arrabbiarti non porterà a niente, se non vuoi che i bambini facciano scenate isteriche, devi essere la  prima a non farle!

  •  Esprimere i sentimenti e aiutarli a interpretarli

Ogni bambino ha come principale desiderio quello di fare felici i suoi genitori.
Anche quando nel pieno dei terrible two ti sembra che non ascoltino mai, loro capiscono sempre i dialoghi sui sentimenti.

Ho trovato molto utile mettermi alla loro altezza e dire loro alcune frasi “magiche”:
Ti voglio tanto bene, ma non mi piace come ti sei comportato.
Quando ti passa l’arrabbiatura ne parliamo.
Non riesco a capirti quando ti arrabbi così, e non riesco ad aiutarti.
Ti lascio un momento per conto tuo, e poi quando ti sarai calmato cercheremo insieme di risolvere il problema.

I bambini hanno proprio bisogno di sapere che il loro comportamento ha un impatto emotivo sugli altri, è importante parlare di sentimenti, utilizzando le parole giuste al fine di evitare sensi di colpa terribili per i più piccoli.

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Tutto questo non vuol dire perdonare qualsiasi cosa o non sgridare mai, semplicemente usare un metodo diverso. Pensaci bene, tu se bruci qualcosa a cena preferiresti un marito che ti urla dietro o un marito che ti abbraccia ti comprende e con calma ti spiega come fare meglio la prossima volta? 

  • Sii empatica e proponi delle alternative

Se tu per prima eviti di arrabbiarti, di gridare, vedrai che anche il bambino si calmerà.
Cerca di affrontare le sue crisi, con empatia, ne trovi un ottimo esempio nel libro Naturalmente intelligenti del dottor John Medina, insegna come l’empatia abbia un effetto calmante sui bambini, che si sentono compresi, e nello stesso tempo comprende la volontà del genitore di assecondarlo nonostante ne sia realmente impossibilitato.

Mio figlio non voleva mettersi le scarpe per uscire, all’inizio mi incaponivo con un testa a testa snervante cercando di obbligarlo a metterle, poi ho provato a dare la famosa “alternativa”, chiedendo:

“Vuoi le scarpe blu o quelle verdi?” “Apri tu la macchina, ho bisogno d’aiuto? Per farlo si deve uscire e per uscire servono le scarpe”.

Prova a spostare il problema, proponi alternative e vedrai come piano piano si convincerà a fare le cose che prima rifiutava.

  • Una casa a misura di bambino come consiglia Maria Montessori
    cameretta montessori per combattere i terrible two

La Montessori riteneva che fino ai tre anni il bambino non è in grado di obbedire volontariamente, lo farà solo se il comando è in sintonia con quello che vuole. Solo dai tre anni la capacità di obbedire si sviluppa attraverso l’autodisciplina.

I bambini in questa fase dei terrible two cercano l’autonomia, e se pensi al metodo Montessori possiamo fare molto affinché il bambino riesca a far da solo senza sentirsi inadeguato.
E’ proprio dalla frustrazione, dal senso di inadeguatezza e dalla scarsa capacità di comunicare che nascono le crisi di rabbia e opposizione.

Aiuta il bambino adeguando il più possibile la casa alle sue esigenze, rendila un luogo sicuro.

Nella sua cameretta metti gli abiti alla sua altezza, crea angoli morbidi dove potrà giocare e rilassarsi senza pericoli, crea un angolo per la lettura, metti un lettino montessoriano e coinvolgilo il più possibile in piccole attività che sai essere in grado di svolgere in autonomia.

E’ tutto un circolo: meno pericoli = meno divieti, meno divieti = meno rabbia, meno rabbia= più autonomia, più autonomia = meno terrible two.

Io in cucina ho messo in un cassettone basso tutto il necessario per apparecchiare, e mi faccio aiutare dai bambini, ognuno ne prende un pezzo in autonomia e lo posiziona sulla tavola.

  •  Cerca una routine

Creare una routine quotidiana aiuta i bambini a prevedere cosa succede nell’arco della giornata, li aiuta ad avere certezza, quindi ben vengano tutti i piccoli rituali che lo rendono felice durante i pasti, prima della nanna, durante il bagnetto.
Offri nel corso della giornata una vita “ordinata” dove le regole rappresentano la normale e buona abitudine per il benessere del bambino.

  • Insegna il valore delle scuse

Quando un bambino ha un atteggiamento sbagliato bisogna insegnargli a chiedere scusa, non fai il suo bene giustificandolo sempre “perché tanto è un bambino”.
Devi pensare al bambino come una persona e come tale deve saper rispettare gli altri. Anche quando è piccolo e non riesce a farlo a parole spiega che un abbraccio, un bacio, o una stretta di mano sono scuse ben accette.

 

Sui Terrible two sentirai di tutto e di più, ma l’unica cosa che devi sapere davvero che il tuo unico compito è quello di mettere limiti per la sicurezza dei tuoi figli.

Loro hanno il compito di superarli per crescere.

 

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