Se ti stai chiedendo come curare i capezzoli in allattamento, in questo articolo troverai le risposte che stai cercando.

Quello in cui si diventa mamma è, senza ombra di dubbio, uno dei momenti più importanti nella vita di una donna.

Le emozioni che si provano sono indescrivibili.

Dopo nove mesi di attesa, finalmente, si da il benvenuto ad una nuova vita. Un legame, quello con il proprio bambino, indissolubile e che viene ulteriormente alimentato con l’allattamento.

Sebbene quella dell’allattamento al seno sia, però, un’esperienza davvero unica, per potersela godere al meglio limitando il rischio della comparsa di infezioni, è necessario prendersi cura dei propri capezzoli.
Di seguito, alcuni importanti consigli su come farlo nel miglior modo possibile e quali siano i prodotti più idonei da utilizzare.

Il seno e i capezzoli i primi giorni di allattamento

Durante la gravidanza, inevitabilmente, il seno aumenta di volume e anche i capezzoli subiscono un importante cambiamento. Questi, oltre a diventare più grandi, tendono ad acquisire anche una maggiore sensibilità.

Con l’allattamento essi cambieranno ancora, tra i principali cambiamenti al seno nel post parto troviamo:

  • Aumento di una taglia (fino alla fine dell’allattamento);
  • I capezzoli diventano sempre più grandi sporgenti e scuri;
  • Fuoriuscita di latte dai capezzoli (generalmente tipico delle prime settimane);
  • Sensazione di formicolio, dovuta dallo scorrere del latte nel sistema dei dotti galattofori;
  • Ragadi ai capezzoli. Questi sono soggetti a screpolature e dolori quando il neonato ha un’attaccamento scorretto al seno o succhia troppo forte;
  • Ingorgo mammario. Avviene quando il seno produce più latte di quanto sia necessario al neonato.

La zona interessata, infatti, si trova di fronte ad un’esperienza mai provata prima. La suzione e la pressione data dal bambino durante l’atto di nutrirsi, l’eccessiva saliva lasciata da quest’ultimo durante le continue poppate (fino a 13 al giorno) della durata di anche un’ora, possono essere la causa di disidratazione e danneggiamento del capezzolo.

Questo, quindi, soprattutto durante i primi giorni di allattamento, si mostra come abbastanza mal messo motivo per il quale è fondamentale prendersene cura per evitare che la situazioni degeneri causando problemi ancora più importanti e debilitanti per una neo mamma.

Come curare i capezzoli in allattamento

Diversi sono i modi attraverso i quali è possibile prendersi cura dei propri capezzoli.
È assodato che molti dei problemi riscontrati durante l’allattamento siano causati dallo stato di continua umidità al quale i capezzoli vengono sottoposti.

Fondamentale, in questi casi, è la prevenzione e, in particolar modo, tenere i capezzoli più asciutti possibili.
Un metodo per farlo è attraverso l’utilizzo di coppette assorbilatte negli intervalli tra una poppata e l’altra.

Queste, che possono essere monouso o in fibra di bambù e quindi riutilizzabili, hanno il compito di contrastare la fuoriuscita di residui di latte dai capezzoli mantenendo la zona poco umida preservandola non solo da screpolatura degli stessi, ma anche dalla formazione di cattivi odori.

Se ci si trova, invece, già in una situazione di sofferenza causata dall’irritazione dei capezzoli, le migliori soluzioni per intervenire sono:

lavare la zona interessata senza l’utilizzo di detergenti (solo con acqua) in quanto questi, eliminando l’olio naturale prodotto dalle ghiandole di Montgomery che ha proprio la funzione di idratare e proteggere i capezzoli, potrebbero aggravare la situazione causando bruciore;

massaggiare i capezzoli con qualche goccia di latte il quale ha un’incredibile capacità lenitiva;

fare regolarmente degli impacchi freddi. Questi, più che essere una soluzione al problema, rappresentano un ottimo modo per trovare sollievo dal dolore;

usare il tiralatte per estrarre un po’ di latte (e poi conservarlo per la successiva poppata) nel caso in cui il seno sia gonfio e dolorante.
Ti consiglio la lettura dei seguenti articoli su come scegliere il tiralatte e il miglior tiralatte elettrico.

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Prodotti utili per curare i capezzoli in allattamento

Sebbene i piccoli accorgimenti come massaggiarsi i capezzoli o fare regolarmente dei bendaggi aiutino molto a migliorare la situazione donando sollievo alle neo mamme, questi, però, non sono sufficienti per risolvere il problema.
È necessario, dunque, affidarsi a prodotti specifici.

Crema lenitiva

Tra questi vi è sicuramente una buona crema a base di lanolina ultra-pura. Questa non è altro che una sostanza ottenuta dalla lana della pecora capace di idratare a fondo la zona interessata favorendone la cicatrizzazione.

La lanolina non è l’unica crema da utilizzare in caso di fastidio ai capezzoli, ti lascio qui sotto un carosello di creme perfette soprattutto perché, non essendo nocive per il bambino, non necessitano di essere rimosse prima della poppata.

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Reggiseno per allattamento

Un altro prodotto del quale nessuna neo mamma dovrebbe fare a meno è il reggiseno per l’allattamento. Questo, infatti, oltre ad essere realizzato con pratiche aperture in modo tale da facilitare il momento della poppata soprattutto quando si è fuori casa, è realizzato in cotone traspirante che si asciuga velocemente assorbendo l’umidità dei capezzoli già danneggiati per evitare che la situazione peggiori.

Paracapezzoli in argento

Curare i capezzoli in allattamento con i paracapezzoli in argento è un altra soluzione super valida. Questi, contrariamente a quelli in cotone, non solo sono più duraturi e assolutamente non inquinanti, ma soprattutto donano un sollievo già dopo 24/48 ore dal primo utilizzo proprio per il potere antibatterico e cicatrizzante dell’argento.

L’importanza di prendersi cura dei propri capezzoli per un allattamento felice.

L’allattamento è una delle esperienze più belle ed emozionanti nella vita di una donna. È il momento in cui viene consolidato un legame cominciato ben 9 mesi prima, quell’attimo di vera intimità tra madre e figlio che, però, può trasformarsi in un vero e proprio incubo se non si interviene prendendosi cura dei propri capezzoli.

Le ragadi, molto frequenti soprattutto se si allatta ”a richiesta”, diventano un grande problema per una donna appena diventata madre. Il dolore finisce per prendere il sopravvento su qualsiasi altra cosa rovinando un momento davvero magico fatto non solo di grandi novità, ma di emozioni mai vissute prima.
Così come per qualsiasi altra problematica, anche in questo caso, la prevenzione è fondamentale.

Sapersi ascoltare, captare i segnali lanciati dal proprio corpo è il miglior modo per prendersene cura.

È bene, dunque, sebbene la nascita di un figlio stravolga completamente la propria vita assorbendone tutte le energie, dedicarsi del tempo per se, delega alcune attività per dedicare il giusto tempo al tuo riposo, leggi, fai ciò che ti rilassa.

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