Diventare mamma è una delle emozioni più belle che si possano provare, con un turbinio di emozioni nuove e bellissime, da condividere con il proprio partner e con tutta la famiglia. Tuttavia, quando senti il pianto inconsolabile del neonato, le prime volte, potrebbe essere totalmente normale sentirsi spaesata, senza capire quali siano le motivazioni che stanno facendo piangere il tuo piccolino così tanto.

Piangere, per i neonati, è una forma di comunicazione molto forte, perché è l’unica che conoscono. Potrebbero star chiedendo tantissime cose in quest’unico e meraviglioso linguaggio, quindi vediamo insieme quali sono i possibili motivi per cui sta piangendo e cosa vuole dirci.

Cos’è il pianto inconsolabile del neonato

Come abbiamo già visto, il pianto inconsolabile è l’unico modo che hanno per comunicare uno spettro di emozioni molto ampio, che va dal troppo caldo al troppo freddo, al bisogno di cibo a quello del contatto tramite l’allattamento.

La prima cosa che facciamo, appena venuti al mondo, è proprio questa: piangere.

E non solo per un bisogno fisiologico come quello di riempire i polmoni d’aria, ma per sottolineare un assunto tanto semplice quanto meraviglioso: esisto anch’io, e renditene conto perché voglio essere amato, voglio che ti occupi di me.

In pratica, piangere per un neonato si tratta di un bisogno primario che possono e devono esprimere in tutti i modi che conoscono.

Un neonato è un mondo immenso, un universo da scoprire, che ha però bisogno della vicinanza della mamma e del papà, ed è solo con il tempo che sarai in grado di distinguere tutto ciò di cui avranno bisogno i tuoi figli, come solo l’istinto sa fare.

Perché il neonato piange

Le cause del pianto del neonato sono molteplici. Un neonato può piangere perché sente che il suo pannolino dev’essere cambiato, perché ha fame, perché si è spaventato, perché si sente solo e vuole la sua mamma, perché sente troppo caldo o troppo freddo, perché sente il bisogno di protezione e di amore.

E se non sa ancora parlare, quale altro modo gli resta? Ovviamente il pianto inconsolabile.

Il neonato piange quando si sente solo

Se il tuo neonato ha un pianto inconsolabile perché sente la solitudine e ha bisogno dell’attaccamento, bisognerà stargli vicino il più possibile per soddisfare questo suo bisogno, con calma e con pazienza. Te ne accorgerai perché il pianto smetterà appena lo prenderai in braccio e ricomincerà a piangere se messo a dormire da solo o lontano da te. In questo caso non basterà rispondere solo ai suoi bisogni fisiologici con l’allattamento o dandogli il biberon: ci vuole tempo di qualità, da passare con attenzione e dedicandoti solo a lui/lei, con lentezza e in vari momenti della giornata.

Esistono tante tecniche per risolvere questo piccolo problema, come quello del co-sleeping, che consiste nel condividere il sonno con il bambino, per percepire e sentire la presenza l’uno dell’altro e calmare la sensazione di irrequietezza.

Le regole per il co-sleeping sono poche, semplici, ma da seguire alla lettera per viverlo in sicurezza.

Il neonato piange quando ha le coliche

Il pianto da coliche si può manifestare sin dalla prima settimana di vita, fino a un massimo di tre o quattro mesi, e si riconosce subito perché il neonato ha delle crisi di pianto improvvise e spasmodiche, che non si fermano e molto forti.

La causa del pianto, in questo caso, è una contrazione involontaria dei muscoli dello stomaco che può essere molto dolorosa e provenire da diverse cause, alcuni scienziati addirittura hanno ipotizzato una correlazione tra le coliche del bambino e l’ansia percepita della mamma e del papà, ma anche allergie a degli alimenti che la mamma assume e che vengono assunti di rimando dal bambino durante l’allattamento.

Oltre l’aiuto di un pediatra, abbiamo tante soluzioni che possiamo delicatamente attuare, come dei massaggi sulla pancia o fasciare il neonato, ed è necessario approfondire l’argomento delle coliche al meglio per farle passare subito.

Il neonato piange quando ha sonno

perché il neonato piange

Può sembrare strano, ma spesso il neonato ha un pianto inconsolabile semplicemente perché non riesce a dormire. Può sembrare un motivo banale, ma quante volte ci è capitato di essere in dormiveglia e non riuscire ad addormentarci, oppure di essere in un ambiente poco silenzioso e non adatto a dormire?

È importante, soprattutto, cercare di non modificare troppo il proprio stile di vita durante il giorno, e se ci sono rumori quotidiani che ben vengano, non dobbiamo limitarli.

Così il neonato sarà in grado di addormentarsi anche in un ambiente non perfettamente buio e silenzioso, ma in situazioni perfettamente normali e quindi anche quando si esce. Questo modo darà molta più libertà di muoversi sia ai genitori che ai figli.

I metodi per far addormentare un neonato, fortunatamente, sono tantissimi.

Le cause per cui non dorme, inoltre, potrebbero semplicemente essere legati a una routine fisiologica che è propria di un neonato di pochi mesi. Un bambino non è un adulto, e non c’è alcun motivo per cui debba condividere le nostre stesse abitudini e la nostra routine quotidiana.
Se vuoi eliminare le cause per cui non dorme, bisogna prima capire quali ce ne sono e quale si avvicina di più al tuo caso.

Il neonato piange quando ha fame

Il nutrimento del neonato è un gesto antico quanto il mondo, la natura è così perfetta da averci dotati di un sistema che fa stare bene sia te che il tuo piccolo. Attraverso l’allattamento si passano al neonato tutti gli anticorpi e i nutrienti necessari per una crescita in salute. Inoltre è un momento tra mamma e figlio davvero unico e meraviglioso, sia che si allatti al seno o al biberon tramite un tiralatte. Nel secondo caso, appoggiare comunque il bambino a sé può essere un ulteriore momento di condivisione e calma.

Il pianto è un segnale di fame che avviene in ritardo, quando il bambino ha già cercato in altri modi di far capire di essere affamato, ma non è stato ascoltato o capito.

In generale ce ne accorgiamo quando vediamo che cerca con la bocca di succhiare, schioccando la lingua sul palato e muovendo la testa in cerca del seno.

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Il neonato piange quando sta male

Come per il caso delle coliche, il neonato tende a piangere per ogni tipo di malessere. In caso di piccoli malanni, non è in grado di spiegare i suoi sintomi, e quindi il pianto continuo e ininterrotto può essere per noi un segnale d’allarme.

Soprattutto in casi di febbre, è importante controllare la respirazione, la tosse e la temperatura ciclicamente, anche se con un neonato possono essere azioni difficili.
A causa del fastidio non riuscirà a restare fermo per il tempo necessario a tutte queste misurazioni, e in questo caso bisognerà avere con sé un termometro auricolare.

Inoltre, se noti che nonostante la febbre la voglia di giocare resta, non dovresti preoccupartene molto, sarà sicuramente un’infiammazione leggera.

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Il neonato piange quando ha caldo

Affrontare la stagione estiva con un neonato non è assolutamente facile. Si passa spesso da temperature torride ad altre più basse con velocità durante la giornata, e oltre a cambiare i vestiti invernali con alcuni più leggeri, si può ovviare al problema anche in altri modi.

Il primo, per le ore di sonno, è quello del sacco nanna. È letteralmente un sacco a pelo con delle bretelle che può essere trasportato ovunque. Il suo vantaggio è quello di offrire una sensazione di protezione e accoglienza senza però trattenere il caldo come una coperta.

La seconda soluzione è quella del sacco carrozzina, che riduce il tempo di attesa del cambio di temperatura da caldo a freddo, così per migliorare la sensazione di calore, soprattutto per i cambi di temperatura durante il giorno e il passaggio da ambienti freddi e ambienti caldi quando si viaggia o si entra in ambienti raffreddati dal condizionatore.

Poter rinfrescare il tuo piccolo mentre dorme, senza dover infastidirlo cambiandogli i vestitini o togliendogli una coperta è davvero comodo e non lo farà svegliare.

Il neonato piange quando è scomodo

Come abbiamo spiegato prima, uno dei motivi di pianto può essere proprio la mancanza di sonno, che nasce anche a causa di un materasso per neonati scomodo. Per sicurezza, il materasso dev’essere anti soffoco e con delle misure abbastanza grandi, almeno 60×120 in centimetri. Ancora meglio se traspirante, così anche il caldo rappresenterà un problema in meno. L’utilizzo dei un buon materasso è uno dei consigli su come devono dormire i neonati.

Il neonato piange quando ha il pannolino sporco

Ecco un altro bisogno primario a cui si pensa non appena il bambino inizia a piangere, quasi come riflesso incondizionato: il cambio del pannolino. È ovvio che la sensazione di sporco sia poco piacevole, così come gli odori che può emanare un pannolino sporco.

Il cambio è una delle prime cose che si immaginano appena si sa di stare per diventare genitori, e può essere faticoso, le prime volte. Cerca di non andare in panico e vedrai che con il tempo diventerà una passeggiata!

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Cosa fare quando il neonato piange in modo inconsolabile

Capire il motivo del pianto

Se vedi che il pianto di tuo figlio è davvero inconsolabile e non riesci a capire cosa fare, non bisogna farsi prendere dall’ansia ma solo capire cosa sta succedendo.

Riconoscere il tipo di pianto

Come abbiamo visto, i pianti che esistono possono essere diversi sia nella loro forma che per la loro causa:

  • Pianto intenso e inconsolabile: è il tipico pianto da fame, di cui abbiamo già parlato, molto intenso perché è solo la terza fase per comunicare il bisogno di cibo, quindi il bambino è già provato da questo fastidio e non riesce a contenersi.
  • Pianto lamentoso: è il classico pianto da fastidio per la propria condizione, dovuto a tutto ciò che è legato al suo benessere, come il freddo, il caldo o cambiare il pannolino.
  • Pianto improvviso e a volume alto: il pianto improvviso nasce dal bisogno di attenzioni e dal senso di abbandono che si esprime così, basterà essere molto più vicini e presenti con il proprio bambino.
  • Pianto convulso: il pianto convulso è uno di quelli che può preoccupare di più, perché può indicare la presenza di piccoli disturbi come coliche o febbre.

Se nonostante gli sforzi non riesci a far calmare il tuo bambino, puoi approfondire l’argomento con il libro di Tracy Hogg, “il linguaggio segreto dei neonati“, che si allontana molto dalle semplici idee che vedono il bambino che piange come semplicemente bisognoso del seno.

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Soluzioni naturali per il benessere del neonato

Non sottovalutiamo anche l’osteopatia neonatale, che cerca senza medicinali di far superare al bambino lo stress della nascita che può protrarsi molto nel tempo, migliorando il benessere generale sia tuo che di tuo figlio.

In quali casi ti devi preoccupare

Ci si deve preoccupare quando vediamo che il bambino perde la sua naturale curiosità, quando lo vediamo spossato e poco incline a interagire.

Se rifiuta il seno o non vuole mangiare può essere segno di qualcosa di più grande. Questo però potrebbe anche essere dovuto al cattivo uso del ciuccio, soprattutto se viene dato prima della primo allattamento.

Per non far sentire loro la solitudine, dobbiamo sempre cercare di rientrare nel loro campo visivo. La vista dei neonati nasce proprio per arrivare a vedere il volto della mamma a breve distanza, e non si sviluppa prima perché il buio del grembo materno non lo consente.

Non dobbiamo mai perdere la pazienza con i bambini che piangono. Qualora dovessimo agitarli in modo troppo aggressivo potremmo fare danni irreparabili, perché il loro cranio non è ancora ben formato nei primi mesi di vita, e potremmo involontariamente causare la sindrome del bambino scosso, cioè delle lesioni molto gravi al cervello, insanabilmente.

Mi raccomando, dato che la maternità è un mondo molto intimo e delicato, non permettere ad altre persone di fare commenti su come decidi di crescere il tuo bambino e di gestire le sue crisi di pianto, anzi!

Frasi tipo “lascialo piangere, che lo stai viziando” vanno assolutamente ignorate. A una settimana come a pochi mesi di vita, volere la vicinanza della propria mamma e piangere non sono vizi, ma un bisogno fondamentale a cui tutti hanno diritto, una necessità di amore meravigliosa.

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